HEALING TOGHETER

New Creation 2022/23

Coreography Daniele Ninarello
Performers Vera Borghini, Loredana Canditone, Silvia Brazzale, Raffaele Tori
Assistant to the creation Elena Giannotti
Assistant to the dramaturgy Gaia Clotilde Chernetich
Sounds Saverio Lanza
Lights Design Marco Santambrogio
Styling Ettore Lombardi

Production Codeduomo. Creation supported by Étape Danse, project of international residencies between: Fabrik Potsdam ( De), La Maison centre de développement chorégraphique national Uzès Gard Occitanie, Théâtre de Nîmes (Fr), Festival Interplay (It) in partnership with Fondazione Piemonte dal Vivo PDV (Circuito Regionale Multidisciplinare del Piemonte) – Lavanderia a Vapore and Torinodanza Festival/ Fondazione Teatro Stabile di Torino. The work is developed within the framework of OnMobilisation, an international cooperation project supported by the European Commission’s Creative Europe programme with the support of Lavanderia a Vapore – Centro di Residenza per la Danza. Residency Orbita – Spellbound Centro di Produzione Nazionale della Danza, CANGO/Centro Nazionale di produzione della danza, Centro per la Scena Contemporanea – Bassano del Grappa, Inteatro Residenze. With the support of Ministero della Cultura.


L’idea di questa nuova creazione di gruppo è nata da una serie di brevi azioni coreografiche chiamate “proteste silenziose” create durante i periodi di lockdown e dedicate al concetto di “corpo della protesta”. Il desiderio è quello di realizzare un processo in cui i/le performer possano abbandonarsi a uno spazio reciprocamente costruito in cui esporre i propri corpi vulnerabili. In questo spazio condiviso i/le performer procedono insieme attraverso una danza che emerge dal proprio flusso di coscienza attivato in tempo reale, al fine di liberare e rivelare tensioni nuove e trattenute. I nostri giorni richiedono una riflessione sul senso della cura, della partecipazione, dell’ascolto e della guarigione. I nostri corpi subiscono continui dettati dall’esterno, sono territori colonizzati dal controllo, dalla violenza e dall’offesa. Siamo costretti a non esprimere la nostra vulnerabilità, che rimane non osservata e non celebrata. L’intenzione è quella di creare un “corpo collettivo” che si autogenera nel presente, come forma di protesta. Quattro corpi si offrono alla comunità, con le loro vulnerabilità esposte e le loro ferite aperte.

The idea of a new group creation was born from a series of short choreographic actions called “silent protests” created during the lockdown periods and dedicated to the concept of ‘the body of protest’. The desire is to go through a process in which the performers can abandon themselves to a mutually constructed space where they can expose their own vulnerable bodies. In this shared space the performers proceed together through a dance that emerges from a stream of consciousness activated in real time, in order to unleash and reveal new and retained tensions or questions, and to give movement and voice to postponed revolutions. Our days require a reflection on the sense of care, participation, listening and healing. Bodies are continuously restrained by cultural environments, they are territories colonized by control, violence, and offense; we are forced not to express our vulnerability, which remains not observed and uncelebrated. The intention is to create a ‘a collective body speech’ which is self-generating in the present, as a form of protest. Four bodies offer themselves to the community, with their exposed vulnerabilities and open wounds.


Le pratiche condivise si concentreranno sull’ascolto di ciò che i propri tessuti connettivi chiedono di rilasciare in risposta alle informazioni fornite dall’ambiente in cui i corpi sono immersi. Gli/le interpreti saranno invitati/e a tradurre verbalmente e gestualmente ogni pensiero, ogni desiderio e impulso che sorgerà come risposta. Il dispositivo coreografico emergerà come un’espansione dell’esperienza somatica che gli interpreti vivono davanti al pubblico, stabilendo una relazione empatica, aprendosi a uno stato immersivo. L’identità di ogni singolo corpo viene rivelata e decostruita in tempo reale, attraverso l’incontro con gli altri, mostrando come i confini possano arrendersi e smettere di difendersi. Si attiva una costruzione reciproca in cui i/le performer traducono in tempo reale la partitura coreografica che si scrive sul loro corpo momento per momento, manifestandosi come corpo vivente, mosso dal desiderio e dal sostegno reciproco per costruire la propria danza liberatoria, vulnerabile e rivoluzionaria

The shared practices will focus on listening to what one’s connective tissues asks to release in response to the information given by the in which the bodies are immersed. The performers will be invited to translate verbally and gesturally every thought, every desire, and impulse that will arise as a response. The choreographic device will emerge as an expansion of the somatic experience that the performers live in front of the audience, establishing an empathic relationship, opening to an immersive state. The identity of each individual body is revealed and decconstructed in realtime, through the encounter with others, showing how boundaries can surrender and cease defending. A mutual construction starts activating where the performers translate in real-time the choreographic score that is written on their body moment by moment, manifesting themselves as living bodies, moved by desire and supporting each others to build their own freeing, vulnerable and revolutionary dance.

TOUR

4.11.2023 PREMIERE Lavanderia a Vapore, Collegno (TO)