BIANCONIDO

Concept and choreography Daniele Ninarello
Dancer Daniele Ninarello
Music Jean-Claude Eloy, Lotte Kestner

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Coproduction CDC-Les Hivernales (Avignon, F) and Interplay/12 (Turin, I)
With the support of Torinodanza/Fondazione Teatro Stabile di Torino (Turin,I), Circuito Teatrale del Piemonte, Cango Cantieri Goldonetta (Florence, I) and Balletto dell’Esperia (Turin, I)

Un tempo bianco. Uno spazio bianco.

Un odore ed un suono bianco. Bianco come un’interruzione apparente, una sospensione. L’intenzione che si nasconde nella parete frontale, appena dietro gli occhi chiusi. Spazio/Tempo Bianco di latenza che scorre sotto. Lo spazio nitido si fa Nido in cui il corpo vibra, si dimentica di essere corpo. E’ in questo luogo che si immaginano sostare le sensazioni per meglio preparare la realtà futura immaginata, sognata.

C’è un corpo posato nello spazio. Un corpo che si crea delle memorie. C’è un filtro di trasparenza tra esso e l’oltre…un telo di plastica trasparente farà da membrana fra il danzatore e il pubblico, dando vita ad un box/incubatrice, un ventre. Qui il corpo è una immensa e minuscola mente distesa e contratta, un piano di arti lasciati a sentire che si dilata il tempo del presente, una mente che si fa bianca nel sentire. Un tentativo di rivivere con il corpo una memoria persa, quella di abitare un ventre, di galleggiare, del corpo sognante e desideroso.

Bianconido è quel luogo di latenza tra pensiero e azione, tra intenzione e direzione; è quello spazio in cui la sensazione si fa realtà, l’intangibile diventa palpabile e il corpo tutto si fa “istante presente impregnato di futuro”.

Attraverso il corpo un tentativo di sondare questi tempi di sospensione, per afferrare scie di sensazioni che si susseguono nel costruirsi un nido.

Una riflessione sul corpo come scia di se stesso, un’ eco e un riverbero. Con questa idea vorrei proseguire nel lavoro cercando una danza che viene da altrove, passa attraverso il corpo trasformandolo e va altrove. Lasciarsi inseguire scatenarsi e manifestarsi, e dal riverbero che si lascia di se ricominciare prima che finisca. Proprio come respirare, permettere questo delicato meccanismo sul corpo.

Non si può tornare indietro, e forse nemmeno afferrare l’effetto che si sta per scatenare. Nel bianco si può illuminare.

La realtà è fatta di nient’altro che della concreta sensazione che proviamo in questo istante, e questo istante dura per tutta l’eternità.
Daisaku Ikeda